PRESENTAZIONE

C'era una volta

E’ la storia di Alberto Michelotti, Carlo Grisolia (A&C) e del loro gruppo di amici con le loro passioni (sport, musica, amicizie) che si ritrova al “Muretto”, una piazzetta della periferia di Genova, sul finire degli anni 70. Oltre alle vicende adolescenziali di ciascuno, insieme vivono anche una convinta dimensione sociale che li porta dapprima ad incontrare i rifugiati sbarcati in quegli anni e poi ad includerli nel loro gruppo. Grandi ideali, voglia di cambiare il mondo, percezione che qualcosa di nuovo e di grande può davvero accadere, come era naturale e diffuso nei giovani di allora.
E’ la storia di ragazzi che si impegnano in un contesto di fatica e di condivisione: il porto, luogo di confine, luogo di passaggio e di incontro, soprattutto fra giovani, perché quelli che sbarcano sono principalmente giovani; ragazzi che sanno dare attenzione all’altro, spendere per questo il proprio tempo, facilitare l’incontro con il nuovo e con il diverso (che i giovani, a differenza degli adulti, non temono).

L’amicizia è la “philadelphia” che fa scoprire l’altro profondamente, perfettamente, ontologicamente uguale a sé, che sostanzia e rende reale l’appartenenza, la solidarietà, la pace, il dialogo, l’apertura.

E’ la decisione di dare la vita per i propri amici che fa essere davvero solidali, aperti, rispettosi, propositivi. E’ questo l’”amore più grande”.

Lo spettacolo, in una prima “short version” debutta a novembre 2016 in due teatri romani (vedi invito allegato) il 17 al “Tor Bella Monaca”, il 21 e 22 al “Vascello”.

Ad esso e collegato un interessante ed articolato progetto educativo e sociale che verrà successivamente proposto, in collaborazione con il M.I.U.R. Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione e la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione, agli istituti Secondari grazie anche al sostegno di Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, Comitato Alberto&Carlo, Movimento dei Focolari, Fondazione Ente dello Spettacolo, Liceo Bertolucci Parma, Diocesi di Genova.

Una squadra di professionisti (autore/compositore, regista, scenografo, direttore musicale, coreografo, tecnici luce e suono) sono i veri e propri “coach” di un giovane cast di artisti provenienti da varie Regioni di istituti Superiori ed Università italiane. Particolarmente significativa la presenza tra loro di un giovane nigeriano ‘richiedente asilo’. Anzitutto questi sono i primi invitati a rivivere e sperimentare quanto la storia di Alberto & Carlo contiene.

Short Version

Lo spettacolo di “A&C Musical. Non esiste un amore più grande” si compone di 4 atti considerabili a tutti gli effetti 4 microstorie dentro un’unica grande storia: consente ampie libertà di movimento per la realizzazione di un’anteprima sintetica. Qualunque siano le scelte narrative, l’anteprima costituisce comunque un “saggio” delle potenzialità dell’intero musical e mette in campo, in un tempo relativamente breve, tutte le carte che costituiscono l’impatto e la persuasione dello spettacolo.

Pur essendo ben più articolata e complessa di un trailer cinematografico, l’anteprima ha le sue stesse qualità: prima fra tutte quella di “ingolosire”, ossia dicendo… senza spiegare troppo; facendo intravedere… senza mostrare tutto; catturando quindi l’attenzione e stimolando la curiosità verso un progetto i cui messaggi vanno ben oltre un semplice spettacolo.

L’anteprima infatti è, se così si può dire, funzionale ad un’attività di giro che comprenderà non soltanto la rappresentazione del musical, ma intende anche coinvolgere fattivamente le scuole attraverso una duplice attività di workshop nel mondo dello spettacolo e di animazione sui contenuti.

scuole

Il workshop vuole esplorare le dinamiche del mondo dello spettacolo (in particolare per gli studenti dei Licei Musicali e Coreutici, ma non solo) attraverso l’acquisizione dei suoi linguaggi in forma diretta e partecipativa. Così facendo, si entra nella narrazione e nella “testa” dei personaggi, i loro sentimenti, le loro scelte, e il “messaggio” del musical diventa un fatto esperienziale.

L’animazione sui contenuti concentra invece la partecipazione attiva dello studente sul versante tematico/culturale in una forma più indiretta ma, al tempo stesso, suscettibile di riflessioni che possono portare ad approfondimenti in moltissimi campi: storia contemporanea, filosofia, dialogo interreligioso, etica, ecc.

Tutto si iscrive e partecipa della grande forza comunicativa della “narrazione”, in questo caso narrazione di storie positive, narrazione di legami che uniscono le persone e che fanno del tessuto sociale una rete di condivisione e non soltanto (come troppo spesso capita) uno scarabocchio astruso e incomprensibile o un palcoscenico di sopraffazioni e violenze.